Infiltrazioni in appartamento, che fare

Una delle situazioni più spiacevoli che si può verificare nelle nostre case e che può gravare sui nostri immobili, in modo particolare in ambito condominiale, è quella delle infiltrazioni d’acqua a carico di strutture murarie, pareti o soffitti.
Si tratta di un fenomeno insidioso, che, se non affrontato tempestivamente e nei corretti modi, può causare danni anche molto ingenti.
Ma che fare, da un punto di vista legale, ove ci si trovi, malauguratamente, a vivere una problematica simile?
Il primo ed imprescindibile accorgimento, tanto che ci si trovi dalla parte del danneggiato quanto, a maggior ragione, da quella del danneggiante, è di dotarsi (ovviamente prima dell’evento) di adeguata polizza assicurativa, che tenga indenne il soggetto assicurato, in ragione del pagamento del premio, dai danni subiti o procurati.
Assume importanza assai rilevante, in tali frangenti, la presenza e l’operato di un’efficace assicurazione, perché, ove origine ed entità del danno sono indagati con accuratezza ed, in seguito, opportunamente ristorati ai soggetti che emerge ne abbiano diritto, si abbattono significativamente le probabilità di contenzioso.
Ove, invece, non fosse semplice o possibile individuare una soluzione conciliativa, a mezzo delle assicurazioni, per via d’insanabili divergenze circa l’origine o l’entità dei danni, sarà necessario farsi assistere legalmente.
In tale eventualità, sarà indispensabile, in primo luogo, non intervenire sulle strutture danneggiate, a fini di ripristino, prima di aver fatto compiere le opportune verifiche peritali che, in un primo tempo, potranno essere di carattere privato, ossia poste in essere direttamente dalle parti coinvolte che, in base alle relative risultanze e con l’ausilio dei propri legali, potranno ricercare una soluzione bonaria; in un secondo tempo, invece, qualora si rivelasse vano anche il lavoro dei legali di ricerca di una conciliazione, si dovrà procedere in via giudiziale, sempre avendo l’accortezza di non mutare lo stato dei luoghi oggetto di sinistro, che, diversamente, non potrebbero offrire più validi elementi di prova: si pensi, ad esempio, a quei casi nei quali risulta particolarmente difficile l’individuazione dell’origine della perdita (tubatura privata o comune, braga, diramazione tubo condominiale, rottura per usura, per sinistro…).
Soccorre in questi casi, dove l’urgenza d’intervenire è spesso essenziale, uno dei procedimenti speciali previsti dal nostro ordinamento, ossia l’accertamento tecnico preventivo (ATP), in virtù del quale, in tempi rapidi, viene nominato dal Tribunale un consulente tecnico d’ufficio (CTU), il quale avrà il compito, sulla base di un apposito ed analitico incarico dettato dal Giudice, di indagare e chiarire, a beneficio delle parti coinvolte, origine, cause, entità dei danni e costi di ripristino.
La perizia predisposta dal tecnico del Tribunale diviene, così, strumento utile per risolvere la vertenza, poiché, a differenza delle perizie private delle parti, rappresenta e “fotografa” , in anticipo (appunto, accertamento preventivo), quelle che sarebbero, con ogni probabilità, l’interpretazione e la valutazione del Giudice nell’ambito di una causa ordinaria di accertamento e risarcimento del danno, ultima opzione disponibile per le parti medesime, laddove fallisse la conciliazione anche dopo la conclusione del procedimento per ATP prima descritto.
In definitiva, il suggerimento fondamentale è quello di non agire in modo avventato, pur trovandosi in una situazione spiacevolissima e, spesso, assai invalidante e gravosa, poiché, il rischio, è quello di veder svanire le possibilità del pieno ristoro del danno subito (per il danneggiato) e di dimostrare, magari, la propria assenza di colpa (per il presunto danneggiante).
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